rapporti globali click fraudolenti
Click Fraudolenti

Dai un’occhiata a questo rapporto globale sui click fraudolenti

Con il COVID-19 c’è stata una maggiore diffusione dell’e-commerce e questo ha incrementato la diffusione della frode sui clic. Nel primo rapporto globale sui clic fraudolenti analizzando 1 miliardo di clic sugli annunci, viene analizzato in modo scientifico sulla base di dati che studiano la mutazione della frode sui clic. In questo modo possiamo fornire i cambiamenti più evidenti e problematici del settore di osservazione in modo da farti capire quanto siano pericolosi e diffusi i clic fraudolenti così da possedere le modalità corrette per contrastarli.

Rapporto globale sui click fraudolenti

Il rapporto evidenzia:

  • L’11% dei clic sugli annunci della rete di ricerca è fraudolento o non valido.
  • Il 36% dei clic sugli annunci display è fraudolento o non valido.
  • Il 17% delle impressioni CTV sono fraudolente o non valide.
  • Solo il 13% degli account monitorati aveva poca o nessuna attività fraudolenta o non valida.

Gli ambiti che hanno registrato una diminuzione di frodi sui clic sono due: il commercio locale e il settore viaggi, che ha avuto una diminuzione molto evidente degli annunci pubblicati online nel corso del 2020 a causa dei blocchi e restrizioni di viaggio imposte dai paesi a livello nazionale.

Nel settore sanitario e medico, invece, le frodi sono aumentate del 53% rispetto al 2019 probabilmente da collegare al fatto che molte aziende hanno incrementato l’uso di campagne per sponsorizzare vitamine, maschere per il viso e molti prodotti legati al COVID. L’immobiliare, il legale e il finanziario, invece, hanno visto un aumento dei tassi di frode rispetto al 2020.

Chi commette questo tipo di frode non accenna a fermarsi e, anche se le forze dell’ordine cercano in tutti i modi di bloccarli, diventano sempre più esperti e complessi. Il numero di piattaforme pubblicitarie è in continuo aumento e con l’uscita di nuove crescono le frodi pubblicitarie e, anche per questo motivo, sono state create delle piattaforme per prevenire le frodi sui click che non sono riescono a risolvere la problematica perché piuttosto di trovare soluzioni concrete utilizzano tecnologie obsolete che vanno a placare solo apparentemente le paure di chi si imbatte in questo fenomeno e, a volte, portano gli inserzionisti a fare scelte sbagliate e a danneggiare le proprie campagne PPC e le conversioni. Un altro problema è quello dei falsi positivi, infatti, se ti affidi a qualcuno per bloccare le frodi sui clic devi essere sicuro che la segnalazione dei dati sia corretta e che le cifre siano reali e non gonfiate per avere vendite maggiori. In effetti si è registrato un aumento dei falsi positivi del 23% e questo crea dei danni sia alle campagne che al rapporto di fiducia che le aziende creano con gli utenti durante le campagne pubblicitarie. In conclusione possiamo affermare con certezza che una cosa molto importante da fare è educare e informare gli inserzionisti sulle minacce e sui danni che i click fraudolenti comportano, in questo modo si può velocizzare la fine delle click fraud.

 

 

 

 

 

 

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